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Nintendo DS

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Leo Burnett, Milano. Tipicamente made in Italy: il regalo della prima comunione. Peccato per le bimbe, escluse dal target di riferimento.

Comments (3)

Antonio:

La campagna pubblicitaria in oggetto ritengo veicoli il messaggio in maniera poco efficace per il target cui è destinato (teen ager ed adolescenti)che mi sembra, invece, molto più comprensibile agli occhi di un pubblico adulto che per la maggior parte compra PSP. Infatti, secondo me, un adolescente o teen ager non comprerebbe un Nintendo DS grazie a questa campagna che invece fa tanto sorridiere gl adulti o quella parte che veramente vede i propri figli a capo chino sulle varie console sia mobili che fisse e ne avrebbe fatto quindi volentieri a meno. Credo sia uno di quei casi dove la campagna è ben fatta ma poco efficace perchè il target non percepisce o recepisce il "richiamo" al prodotto. Dunque un brillante esercizio di stile, temo fine a se stesso, che comunque apprezzo molto, malgrado le mie riflessioni per il fatto che esprime eloquentemente l'isolamento e la solitudine di questi bambini. Un eccellente ritratto della situazione odierna che potrebbe essere anche controproducente per il business del marchio.
La componente femminile, target più refrattario a questo tipo di prodotto, risutla escluso dunque a priori e nel visual assolve egregiamente al completamento del sublime messaggio celato con una promessa, per i maschietti, di un futuro prossimo dove invece avranno occhi solo per le fanciulle che oggi snobbano e che, a loro volta, ricambieranno con l'indifferenza che li vede qui ritratti in questa "foto di gruppo" che dice molto di più di quanto sembri.

Non sono troppo daccordo con il commento precedente.
Guardando bene il visual mi dà come l'impressione di essere uno "stralcio di vita passata". Nel senso, sia la disposizione delle figure nella foto, sia gli abiti delle bimbe, sia la chiesa che si vede alle spalle, sembrano essere appartenenti ad un periodo non contemporaneo (ma di un passato neppure troppo remoto), quasi a voler significare che, pur avendo qualche anno, Nintendo (con le varie evoluzioni) è ancora di moda e continua ad essere un regalo gradito. Il fatto che ci giochino solo i maschietti però, è cosa superata: qui si giustifica il mio pensiero precedente e la presenza delle femminucce di cui, altrimenti, forse si sarebbe potuto fare a meno. Inoltre, il fatto che che "oggi" Nintendo è usato, seppure in minima parte anche dalle bambine, sempre per una mia ipotesi, sarebbe sottolineato dall'impiego del payoff "Communion Day" che funziona un pò da monito per quanto riguarda la comunione di interessi di entrambi i sessi.
Spero di aver reso la mia idea. Ma forse è solo un'impressione personale.

Andrea K.:

Caro Antonio,

questa volta non siamo in sintonia. Devo dirti che sono più vicino al commento di questa nuova nostra amica, "parolamia06". E' vero il visual ha il sapore di qualche anno fa: appena l'ho visto mi è tornato alla mente il giorno della mia prima comunione. Ricordo poco di quel giorno, ma non dimentico l'immagine dei miei mocassini neri laccati che sbucavano da dietro il Game Boy nuovo di zecca regalatomi proprio per l'occasione da mio zio. Probabilmente il target di riferimento di questo annuncio siamo proprio noi "novelli trentenni di belle speranze, drogati dal virtuale". Minchia!

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